L’anima del marmo di Stefano Lanzardo

Mostra Living 018

 

Stefano Lanzardo è un fotografo di grandi racconti; un artista che con i suoi scatti scava nella profondità dei significati e ne coglie la soggettiva interpretazione per consegnarla al pubblico, delicatamente.

 

E’ un artista che viaggia con le sue fotografie tra passato e presente, storia e contemporaneità; un artista che ama i dettagli, come quelli dei corpi che ritrae nella loro sospensione dal tempo, nei movimenti impercettibili che solo una fotografia riesce a fissare.

 

Corpi che hanno un’anima prima ancora che una storia da raccontare; corpi che sfidano il silenzio per sussurrarci parole, per invitarci a fargli e a farci domande.

 

Stefano Lanzardo è un artista che ama la sfida del contemporaneo e che lo porta ad immaginare i suoi “mondi fotografici” in continua evoluzione; in una perenne tensione estetica volta a cercare ogni volta una nuova chiave di lettura o di interpretazione.

 

Mostra Living 021

 

Questa mostra è la sintesi di questa tensione; le fotografie dei corpi che Lanzardo racconta interpretate in lastre di marmo.

 

Oppure: il marmo che diventa medium per raccontare la sua anima nascosta e impercettibile attraverso i corpi di Lanzardo.

 

Il marmo che diventa non solo supporto di stampa bensì parte integrante dell’opera e di tutto il racconto fotografico; la materia che diventa sfondo, pellicola, luce ed ombra dell’opera fotografica.

 

Il marmo che si racconta attraverso le fotografie, assumendo una nuova vita e che diventa parte integrante del racconto stesso; opera d’arte nell’opera d’arte.

 

Mostra Living 008

 

I racconti fotografici si fondono con la materia prima, esaltando la purezza del marmo bianco che incontrano oppure dialogando con le venature e i grigi: i racconti che diventano nuovo racconto, sfidandoci ad immergerci nella storia millenaria del marmo, per esaltarne le qualità e l’eleganza; per garantirne una nuova cornice di parole, che diventa racconto contemporaneo e nuova identità.

 

L’unicità della lastra di marmo, con i suoi bianchi e le sue imperfezioni, da’ vita ad un opera irripetibile; ogni fotografia stampata su marmo diventa il simbolo imperituro della materia oltre che della poetica dell’artista stesso.

 

La stessa materia che dal blocco in cava si trasforma in lastra, induce la fotografia ad una nuova interpretazione, arricchendo i valori simbolici della pietra scavata con il linguaggio contemporaneo; creando una nuova lettura e una nuova iconografia.

 

Il marmo che ci racconta la sua anima; meglio, ce la fa vedere attraverso la poesia visiva di Stefano Lanzardo.

 

Andrea Zanetti

 

Mostra Living 026

 

Stefano Lanzardo

“L’anima del marmo; fotografie nella materia”

a cura di Andrea Zanetti

 

21 dicembre 2014- 28 febbraio 2015.

Living Arredi, viale Galileo Galilei 32- Carrara (MS).

Inaugurazione: domenica 21 dicembre alle 18:30.

Apertura mostra: tutti i giorni 10:00-13:00, 16:00-20:0 (domenica chiuso).

Info: http://www.stefanolanzardo.com, yabonlineblog.wordpress.com, andreazanetti@yabonline.it

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Mr W. La vita sui muri di Stefano Siani

muro

 

C’è vita in questo nuovo racconto fotografico di Stefano Siani.

Non solo perché lo sfondo, meglio la “tela”, su cui ritrae i suoi personaggi è rappresentata da particolari di muri bensì per l’insieme del racconto che emerge.

I muri sono quelli delle città, delle tante strade o piazze che quotidianamente attraversiamo, con lo sguardo distratto da altri particolari che ci appaiono più interessanti od urgenti; i muri sono quelli del quotidiano scorrere del tempo, quello che usura anime e cose.

Sono particolari di muri che non raccogliamo con i nostri occhi e che Stefano ci ritrae in un dettaglio di colore o di decadenza, per invitarci ad uno sguardo più attento e consapevole.

Sono muri che parlano di luoghi e di persone, che escono dal silenzio statico della materia per diventare voci e respiri, per materializzarsi in emozioni e sentimenti.

 

Siani S Mr W5

 

Sono quadri contemporanei questi muri ; tele su cui scorre il vivere plastico di una città o di un luogo; sprazzi di colore che si perdono nella vastità delle immagini ma che si esaltano nel particolare, come a ricordarci che è proprio dall’insieme di questi particolari che si costruisce l’intero racconto, la comunità.

E sui muri appare la vita.

Con una sovrapposizione di disegni sulle fotografie, Stefano Siani costruisce in ogni quadrato di cemento una piccola grande storia.

I tratti infantili e delicati dei suoi personaggi, si collocano sul muro per viverlo di nuova vita: i colori e le asperità della materia diventano la scenografia e la poetica quotidiana dei personaggi che iniziano a vivere.

Meglio: il personaggio!

Nella sequenza di particolari di muri, come a ricordare l’ insieme dei mattoni che dà forma ad una casa , si snoda la vita di Mr W.

Nella straordinaria semplicità dello scorrere del tempo, Mr W passa dall’infanzia serena alle prime difficoltà della vita adulta; quel filo su cui cerca di stare in equilibrio, nell’ eterna sfida verso l’indipendenza, lo porta alla “prigione”, al disagio dell’interiorità; al silenzio.

 

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Ma c’è sempre una via d’uscita (c’è’?)!

La fatica, il lavoro, il dedicarsi ad un impegno o ad una passione, il ritrovarsi nella forza del silenzio stesso, permette a Mr W di riscattarsi: l’amore, proprio o altrui, l’energia del sentimento che esplode da dentro, la rabbia dello sconforto, lo conducono alla rigenerazione.

E lo sguardo verso il cielo che segue un aquilone è la premessa all’ultimo squarcio di muro nel quale Mr W scrive la parola “libertà”.

In realtà il gesto è quello dello scrivere ma la parola, seppur quasi completata, lo ritrae nell’atto del terminare il gesto stesso, aprendoci all’interrogativo vero della sua storia: terminerà di scrivere?

Riuscirà davvero a completare quel gesto per ritrovarsi nell’indelebile significato della parola “libertà”?

 

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Mr W (che rimanda al muro-wall o all’individuo-who), è l’insieme delle vite di quei muri; diventa il simbolo di un racconto che dal particolare sfocia nel generale; icona leggera, nei tratti e nei sentimenti, che evoca un sorriso malinconico, che esplode di potente banalità.

Mr W è il muro della nostra quotidianità, che ci regala colori e particolari sorprendenti ogni giorno e che ci accompagna, passo dopo passo e mattone dopo mattone, nella ricerca infinita della libertà; delle libertà.

Mr W non ci chiede di completare la sua scritta sul muro, ci chiede, almeno, di non cancellarla del tutto.

 

Andrea Zanetti

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